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FAQ

LE VOSTRE DOMANDE PIÙ FREQUENTI


  1.  Posso tradurre i miei documenti con un programma automatico?
  2.  Quanto tempo occorre per imparare il Cinese?
  3.  Cosa sono il Cinese Mandarino e il Cinese Cantonese?
  4.  Che differenza c'è tra Cinese semplificato e Cinese tradizionale?
  5.  Come si scrivono le parole in Cinese? Esiste un alfabeto?
  6.  È veramente corretto parlare di ideogrammi?
  7.  Quanti sono i caratteri cinesi più comuni?
  8.  Come si pronunciano le parole cinesi?
  9.  Solo il tono permette di differenziare i caratteri omofoni?
10.  Cosa è il sistema di traslitterazione Pinyin?

11.  In che modo vengono formati i caratteri cinesi?
12.  Come vengono tradotte in Cinese le nuove parole occidentali?
13.  Quali altre grandi differenze ci sono tra il Cinese e l'Italiano?
14.  Come si digitano sul computer i caratteri cinesi?
15.  Cosa occorre per visualizzare e scrivere il Cinese sul PC?

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1. Posso tradurre i miei documenti con un programma automatico?


I traduttori automatici per brani di testo e siti web possono essere talvolta utili in situazioni di emergenza e transitorie, ma la loro traduzione è rozza e non di rado del tutto inattendibile. Quindi, tali software non possono rappresentare una soluzione permanente accettabile o sostituire la traduzione umana. Ciò è tanto più vero nel caso della traduzione in e dal Cinese, poiché le differenze tra quest'ultimo e le lingue latine sono notevoli: non a caso, i risultati raggiunti dai software di traduzione automatica Ita-Cin e Cin-Ita sono pessimi e di solito incomprensibili.


2. Quanto tempo occorre per imparare il Cinese?

Dipende ovviamente da che livello si vuole raggiungere. In generale, studiando anche da soli con l'aiuto di libri di grammatica si può imparare tranquillamente a scrivere e a riconoscere i caratteri cinesi più comuni - nonché a strutturare in modo semplice delle frasi - nel giro di 8-12 settimane, ma per quanto riguarda l'ascolto e la pronuncia bisogna ricorrere a un aiuto esterno "umano". Solo parlando spesso con persone madrelingua, infatti, si possono fare rapidi passi da gigante nella comprensione orale e nel parlato: dopo appena due mesi che si è seguiti da un tutor cinese - oppure trascorsi in Cina - si riesce a comunicare in Cinese già abbastanza bene, e in ogni caso più che bene per le varie necessità quotidiane.


3. Cosa sono il Cinese Mandarino e il Cinese Cantonese?

Sono due dialetti diversi, per cui le loro differenze non interessano in alcun modo la traduzione scritta Ita-Cin o Cin-Ita. Infatti il Cinese, lingua parlata da circa 1/4 della popolazione mondiale, ha oltre 700 varianti dialettali; tuttavia i dialetti più importanti sono 8, tra cui i due principali: il Mandarino e il Cantonese. La lingua ufficiale in Cina è il Mandarino, parlato dal 70% dei Cinesi e nell'80% dell'area geografica della Cina. Il Cantonese, invece, parlato solo dal 5% dei Cinesi, viene usato fuori la Cina continentale (la cosiddetta "mainland China"): ad es. a Hong Kong e in Malesia, dove costituisce la lingua ufficiale, e tra le comunità cinesi Oltreoceano. 


4. Che differenza c'è tra Cinese semplificato e Cinese tradizionale?

Malgrado le sostanziali differenziazioni di pronuncia nella lingua parlata che portano a differenti dialetti ed a variazioni tonali nell'ambito di uno stesso dialetto parlato in zone diverse della Cina, tutti i Cinesi condividono un'unica lingua scritta: semplificata nella Cina continentale, non semplificata - cioè tradizionale - a Hong Kong, a Taiwan e Oltreoceano.
Ciò ha permesso fin dall'antichità a persone di diverse aree dialettali di trovare un terreno d'intesa comune. In pratica, Il Cinese semplificato si distingue da quello tradizionale in quanto risulta dell'eliminazione di alcuni tratti dai più complicati caratteri tradizionali per renderli più facili da ricordare e scrivere.






5. Come si scrivono le parole in Cinese? Esiste un alfabeto?

No, la lingua cinese non ha un alfabeto come l'Italiano e le lingue latine (nelle quali le parole vengono formate con le lettere), ma è composta da cosiddetti ideogrammi - così sono ancor oggi erroneamente chiamati dalle persone i caratteri cinesi - come i 4 che compaiono in alto a destra in questa pagina. In pratica, gli ideogrammi sono un ingegnoso sistema di simboli che in qualche modo disegnano l'idea di oggetti, verbi, cose astratte: ad esempio, quelli mostrati nel nostro banner, da sinistra a destra, vogliono dire "fortuna", "prosperità", "longevità", "felicità". Ogni ideogramma è formato - come si può vedere - da un certo numero di tratti, e ogni parola è formata da un solo ideogramma (come in questo caso) o da più ideogrammi.


6. È veramente corretto parlare di ideogrammi?

No. Le parole cinesi non sono, in realtà, composte da ideogrammi ma da caratteri. Parlare di ideogrammi o pittogrammi è in effetti limitativo, in quanto inizialmente i caratteri cinesi erano immagini dei loro significati, cioè pittogrammi (disegni che ricordano oggetti materiali) o ideogrammi (immagini che rappresentano un'idea astratta); ma
oggi la maggior parte dei caratteri cinesi - oltre l'80% del totale - contengono un elemento (il fonetico) che dà, o dava una volta, un'indicazione ragionevolmente buona della pronuncia e un altro componente (il radicale) che dà un'indicazione del significato. In pratica, oggi solo il 5% dei caratteri cinesi è costituito da ideogrammi o pittogrammi, e comunque la somiglianza pittorica con gli oggetti si è persa con la stilizzazione, come si vede qui sotto:






7. Quanti sono i caratteri cinesi più comuni?

Nel Cinese tradizionale, i caratteri ammontano in tutto a oltre 85.000, ma quelli usati più frequentemente nella vita quotidiana del "Signor Rossi" non superano i 4.500, e permettono di creare facilmente un numero di parole circa 10 volte maggiore (in Cinese ci sono molte parole formate da 2 o da 4 caratteri). In realtà, nel Cinese semplificato - la lingua scritta oggi usata nella Cina continentale e a Singapore - i caratteri semplificati ufficiali sono "appena" 2.235. In pratica, la conoscenza di 2.000 caratteri permette già di comprendere il 95% di tutti gli articoli di giornale e dei libri, mentre un Cinese con un'istruzione media conosce dai 3.500 ai 5.000 caratteri, che è quanto gli serve per la vita di ogni giorno e per il suo lavoro.


8. Come si pronunciano le parole cinesi?

In Cinese ogni parola è costituita da una sola sillaba, quindi si pronuncia con una sola emissione di voce. La lingua cinese prevede in tutto 415 sillabe che possono essere pronunciate in 4 toni diversi: 1-tono continuo; 2-tono ascendente; 3-tono discendente e poi ascendente; 4-tono discendente breve. I toni corrispondono a una diversa altezza della voce e sono molto importanti perché alterando il tono di una sillaba se ne altera il significato: ho dunque in teoria 415 x 4 = 1.660 possibili significati. Un'ulteriore complicazione è data dal fatto che molte parole cinesi diverse fra loro come significato - e dunque ideogramma/i - oltre ad essere omofone (cioè a possedere lo stesso suono) sono anche omotone (cioè hanno lo stesso tono).


9. Solo il tono permette di differenziare i caratteri omofoni?

Non solo. Nella lingua scritta ovviamente tale problema non si pone, poiché i caratteri diversi differiscono fra loro graficamente, ma in quella parlata il problema esiste poiché in Cinese ci sono molti caratteri (e dunque parole) omofoni, cioè con lo stesso suono. Perciò, se pronunci una parola di un solo carattere, il tuo interlocutore potrebbe non sapere di quale carattere stai parlando. Questa è la ragione per cui in Cina vi sono così tante parole composte da 2 caratteri. Un esempio può essere 桌子 (un tavolo, che si pronuncia "zhou"). Il carattere 桌 già ha il significato di 桌子, ma viene aggiunto un carattere come 子 privo di significato per far suonare il precedente in modo differente da altri caratteri che hanno la stessa pronuncia di 桌.


10. Cosa è il sistema di traslitterazione Pinyin?

Il Pinyin è un sistema adottato in Cina a partire dal 1958 per trascrivere la pronuncia dei caratteri cinesi - che come sappiamo sono volgarmente chiamati "ideogrammi" e ammontano a decine di migliaia - con le 26 lettere del nostro alfabeto latino (a, b, c,...), per facilitare l'apprendimento del Cinese ai non indigeni e poter parlare una lingua standard. Nel sistema di traslitterazione Pinyin, i 4 toni con cui si possono pronunciare le sillabe vengono trascritti sopra le sillabe stesse con segni di interpretazione intuitiva. Esempio di traslitterazione Pinyin: 拼音字母 (pronuncia Pinyin: pīnyīn zìmŭ), che vuol dire "alfabeto Pinyin". Altro esempio: il detto cinese 南船北馬 (Pinyin: nánchuán-bĕimă), che vuol dire "le barche nel sud e i cavalli nel nord".


11. In che modo vengono formati i caratteri cinesi?

L'82% dei caratteri cinesi sono cosiddetti complessi semantico-fonetici, cioè vengono formati unendo un elemento che esprime un significato e un indicatore della loro pronuncia. Per esempio, il carattere "mamma" (妈, mā) è composto da un radicale semantico 女 (donna) più un indicatore fonetico 马 (mă). Altro esempio: la parola "brontolona" (骂, mà) è pronunciata in modo simile ma con un tono differente; essa consiste della parte semantica "bocca" (due 口) e dello stesso indicatore fonetico 马 (mă). Il 13% dei caratteri cinesi sono invece caratteri composti, cioè creati accostando due o più ideogrammi per indicare un nuovo significato. Un esempio di carattere composto è 众 (folla), che è formato da tre 人 (uomo): così "uomo" + "uomo" + uomo" = "folla". Un altro esempio: "luminoso" (明), che è "sole" + "luna".


12. Come vengono tradotte in Cinese le nuove parole occidentali?

Le parole straniere vengono introdotte nella lingua cinese in tre modi: per traduzione, per traslitterazione e, in qualche caso, in un misto di entrambi. I termini tecnici, ad esempio, in genere sono tradotti semplicemente dal punto di vista concettuale, e vengono traslitterati solo qualche volta, quando non esiste in Cinese un concetto simile: quest'ultimo è il caso, ad es., delle parole "gene" (基因) e "humor" (幽默). La traslitterazione si applica principalmente ai nomi propri, a quelli geografici, ai marchi, etc., e qualche volta si accompagna alla traduzione concettuale: un esempio tipico è Cambridge (剑桥), dove "cam" è traslitterata e "bridge" (ponte) è tradotta. Tra tutte le traslitterazioni cinesi di nomi propri occidentali, Coca Cola è probabilmente la meglio riuscita: è 可口可乐 (kĕkŏ kĕlè), che significa "deliziosa" e "che rende una persona felice", ed è molto simile all'originale per la pronuncia.


13. Quali altre grandi differenze ci sono tra il Cinese e l'Italiano?

La lingua e la scrittura cinesi sono più sintetiche e con minor grammatica di quelle italiane. Il Cinese, ad esempio,
non prevede differenziazione del genere, cioè non distingue tra maschile e femminile, né tra singolare e plurale. I verbi esprimono solo azione, per cui non hanno tempi (passato, futuro, etc.): si usa sempre il presente, aggiungendovi una parola che dica "tempo fa", "anticamente", "ieri", "domani", "in futuro", e così via (es. "egli futuro viaggiare", "io domani negozio"). Inoltre, nella lingua cinese non esistono gli articoli, e non c'è quasi alcun uso di piccole particelle quali preposizioni, congiunzioni, etc. Infine, il Cinese non ha i casi nominativo e accusativo (per cui "io" e "me" sono la stessa cosa), né il dativo e l'ablativo.


14. Come si digitano sul computer i caratteri cinesi?

Poiché i caratteri cinesi sono assai più numerosi dei tasti di una tastiera con lettere italiane, per inserirli nel computer in un programma di videoscrittura si usa il sistema Pinyin, cioè si scrive con il nostro alfabeto il Pinyin di un carattere; dopodiché si deve scegliere, tra i vari caratteri con quello stesso suono mostrati dal programma, il carattere cercato. La figura qui sotto mostra un esempio di inserimento di un testo in cinese: in particolare, della parola "mu" (secondo la traslitterazione Pinyin), per la quale esistono tante varianti nel modo di rappresentarla, tra cui quella cercata, che in italiano vuol dire "albero". Come si vede, per scegliere il carattere corretto, dopo l'inserimento del nome si seleziona il numero corrispondente. Per convenzione, si può digitare il numero corrispondente al tono dopo ogni sillaba: ad esempio, "tóng" - ovvero tong col tono ascendente - si può scrivere "tong2".






15. Cosa occorre per visualizzare e scrivere il Cinese sul PC?

Per poter visualizzare i caratteri cinesi sul browser o nella posta elettronica, qualora non siano già visibili, occorre agire su Visualizza -> Codifica carattere nel menù del programma.  Per poter invece scrivere in Cinese sul proprio PC (senza dover installarsi un font cinese nella cartella c:\WINDOWS\Fonts e andarsi penosamente a cercare i caratteri a mano su Word) si può acquistare un programma di videoscrittura apposito: ad es. NJ Star (adatto per i non esperti), Twinbridge (ricco di font), Asian Gateway. Oppure, con Windows XP, si può attivare una tastiera virtuale Pinyin-Cinese andando su Impostazioni -> Pannello di Controllo -> Opzioni internazionali e della lingua -> Lingue e scegliendo "Installare i file delle lingue dell'Asia orientale".


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