I
traduttori automatici per brani di testo e siti web possono essere
talvolta utili in situazioni di emergenza e transitorie, ma la loro
traduzione è rozza e non di rado del tutto inattendibile.
Quindi, tali software non possono rappresentare una soluzione
permanente accettabile o sostituire la traduzione umana. Ciò
è tanto più vero nel caso della traduzione in e dal
Cinese, poiché le differenze tra quest'ultimo e le lingue latine
sono notevoli: non a caso, i risultati raggiunti dai software di
traduzione
automatica Ita-Cin e Cin-Ita sono pessimi e di solito incomprensibili.
2.
Quanto tempo occorre per imparare il Cinese?
Dipende ovviamente da che livello si vuole raggiungere. In generale,
studiando anche da soli con l'aiuto di libri di grammatica si
può imparare tranquillamente a scrivere e a riconoscere i
caratteri cinesi più comuni - nonché a strutturare in
modo semplice delle frasi - nel giro di 8-12 settimane, ma per quanto
riguarda l'ascolto e la pronuncia bisogna ricorrere a un aiuto esterno
"umano". Solo parlando spesso con persone madrelingua, infatti, si
possono fare rapidi passi da gigante nella comprensione orale e nel
parlato: dopo appena due mesi che si è seguiti da un
tutor cinese - oppure trascorsi in
Cina - si riesce a comunicare in Cinese già abbastanza bene, e
in ogni caso più che bene per le varie necessità
quotidiane.
3.
Cosa sono il Cinese Mandarino e il Cinese Cantonese?
Sono due dialetti diversi, per cui le loro differenze non interessano
in alcun modo la traduzione scritta Ita-Cin o Cin-Ita. Infatti il
Cinese, lingua parlata da circa 1/4 della popolazione mondiale, ha
oltre 700 varianti dialettali;
tuttavia i dialetti più importanti sono 8, tra cui i due
principali: il
Mandarino e il Cantonese. La lingua ufficiale in Cina è il
Mandarino,
parlato dal 70% dei Cinesi e nell'80% dell'area geografica della Cina.
Il
Cantonese, invece, parlato
solo dal 5% dei Cinesi, viene usato
fuori la Cina continentale (la cosiddetta "mainland China"): ad es. a
Hong Kong e in Malesia, dove costituisce la lingua ufficiale, e tra le
comunità cinesi Oltreoceano.
4.
Che differenza c'è tra Cinese semplificato e Cinese tradizionale?
Malgrado le sostanziali differenziazioni di pronuncia nella lingua
parlata che portano a differenti dialetti ed a variazioni tonali
nell'ambito di uno stesso dialetto parlato in zone diverse della Cina,
tutti i Cinesi condividono un'unica lingua scritta: semplificata nella Cina
continentale, non semplificata - cioè tradizionale - a Hong Kong, a
Taiwan e Oltreoceano. Ciò ha permesso fin
dall'antichità a persone di diverse aree dialettali di trovare
un terreno d'intesa comune. In pratica, Il Cinese semplificato si
distingue da quello tradizionale in quanto risulta dell'eliminazione di
alcuni tratti dai più complicati caratteri tradizionali per
renderli più facili da ricordare e scrivere.
5. Come si scrivono le parole in Cinese? Esiste un
alfabeto?
No, la lingua cinese non ha un alfabeto come l'Italiano e le lingue
latine (nelle quali le parole vengono formate con le lettere), ma
è composta da cosiddetti
ideogrammi
- così sono ancor oggi erroneamente chiamati dalle persone i
caratteri cinesi - come i 4 che compaiono in alto a destra in questa
pagina. In pratica, gli ideogrammi
sono un ingegnoso sistema di
simboli che in qualche modo disegnano l'idea di oggetti, verbi, cose
astratte: ad esempio, quelli mostrati nel nostro banner, da sinistra a
destra, vogliono dire "fortuna", "prosperità",
"longevità", "felicità". Ogni ideogramma è formato
- come si può vedere - da un certo numero di tratti, e ogni
parola è formata da un solo ideogramma (come in questo caso) o
da più ideogrammi.
6.
È veramente corretto parlare di ideogrammi?
No. Le parole cinesi non sono, in realtà, composte da ideogrammi
ma da caratteri. Parlare di
ideogrammi o pittogrammi è in effetti limitativo, in quanto
inizialmente i caratteri cinesi erano immagini dei loro significati,
cioè pittogrammi
(disegni che ricordano oggetti materiali) o ideogrammi (immagini che
rappresentano un'idea astratta); ma oggi la maggior parte dei
caratteri cinesi - oltre l'80% del totale - contengono un elemento (il
fonetico)
che dà, o dava una volta, un'indicazione ragionevolmente buona
della pronuncia e un altro componente (il
radicale) che
dà un'indicazione del significato. In pratica, oggi solo il 5%
dei caratteri cinesi è costituito da ideogrammi o pittogrammi, e
comunque la somiglianza pittorica con gli oggetti si è persa con
la stilizzazione, come si vede qui sotto:
7. Quanti sono i caratteri cinesi più
comuni?
Nel Cinese tradizionale, i caratteri ammontano in tutto a oltre 85.000,
ma quelli usati più frequentemente nella vita quotidiana del
"Signor Rossi" non superano i 4.500, e permettono di creare facilmente
un numero di parole circa 10 volte maggiore (in Cinese ci sono molte
parole formate da 2 o da 4 caratteri). In realtà, nel Cinese
semplificato - la lingua scritta oggi usata nella Cina continentale e a
Singapore - i caratteri semplificati ufficiali sono "appena" 2.235. In
pratica, la conoscenza di 2.000 caratteri permette già di
comprendere il 95% di tutti gli articoli di giornale e dei libri,
mentre un Cinese con un'istruzione media conosce dai 3.500 ai 5.000
caratteri, che è quanto gli serve per la vita di ogni giorno e
per il suo lavoro.
8.
Come si pronunciano le parole cinesi?
In Cinese ogni parola è
costituita da una sola sillaba, quindi si pronuncia con una sola
emissione di voce. La lingua cinese prevede in tutto 415
sillabe che possono essere pronunciate in 4 toni diversi: 1-
tono
continuo; 2-
tono ascendente;
3-
tono discendente e poi ascendente;
4-
tono
discendente breve. I toni corrispondono a una diversa altezza
della voce e sono molto
importanti perché alterando il tono di una sillaba se ne altera
il
significato: ho dunque in teoria 415 x 4 = 1.660 possibili significati.
Un'ulteriore complicazione è data dal fatto che molte parole
cinesi diverse fra loro come significato - e dunque ideogramma/i -
oltre ad essere
omofone
(cioè a possedere lo stesso suono) sono anche
omotone (cioè hanno lo
stesso tono).
9.
Solo il tono permette di differenziare i caratteri omofoni?
Non solo. Nella lingua scritta ovviamente tale problema non si pone,
poiché i caratteri diversi differiscono fra loro graficamente,
ma in quella parlata il problema esiste poiché in Cinese ci sono
molti caratteri (e dunque parole)
omofoni,
cioè con lo stesso suono. Perciò, se pronunci una parola
di un solo carattere, il tuo interlocutore potrebbe non sapere di quale
carattere stai parlando. Questa è la ragione per cui in Cina vi
sono così tante parole composte da 2 caratteri. Un esempio
può essere 桌子 (un tavolo, che si pronuncia "zhou"). Il carattere
桌 già ha il significato di 桌子, ma viene aggiunto un carattere
come 子 privo di significato per far suonare il precedente in
modo differente da altri caratteri che hanno la stessa pronuncia di 桌.
10.
Cosa è il sistema di traslitterazione Pinyin?
Il
Pinyin è un sistema
adottato in Cina a partire dal 1958 per trascrivere la pronuncia dei
caratteri cinesi - che come sappiamo sono volgarmente chiamati
"ideogrammi" e ammontano a decine di migliaia - con le 26 lettere del
nostro alfabeto latino (a, b, c,...), per facilitare l'apprendimento
del Cinese ai non indigeni e poter parlare una lingua standard. Nel
sistema di traslitterazione Pinyin, i 4 toni con cui si possono
pronunciare le sillabe vengono trascritti sopra le sillabe stesse con
segni di interpretazione intuitiva. Esempio di traslitterazione Pinyin:
拼音字母 (pronuncia Pinyin: pīnyīn zìmŭ), che vuol dire "alfabeto
Pinyin". Altro esempio: il detto cinese 南船北馬 (Pinyin:
nánchuán-bĕimă), che vuol dire "le barche nel sud e i
cavalli nel nord".
11.
In che modo vengono formati i caratteri cinesi?
L'82% dei caratteri cinesi sono cosiddetti
complessi semantico-fonetici,
cioè vengono formati unendo un elemento che esprime un
significato e un
indicatore della loro pronuncia. Per esempio, il carattere "mamma" (妈,
mā) è composto da un radicale semantico 女 (donna) più un
indicatore
fonetico 马 (mă). Altro esempio: la parola "brontolona" (骂, mà)
è
pronunciata in modo simile ma con un tono differente; essa consiste
della parte semantica "bocca" (due 口) e dello stesso indicatore
fonetico 马 (mă). Il 13% dei caratteri cinesi sono invece
caratteri composti,
cioè creati accostando due o più ideogrammi per indicare
un nuovo
significato. Un esempio di carattere composto è 众 (folla), che
è
formato da tre 人 (uomo): così "uomo" + "uomo" + uomo" = "folla".
Un
altro esempio: "luminoso" (明), che è "sole" + "luna".
12.
Come vengono tradotte in Cinese le nuove parole occidentali?
Le parole straniere vengono introdotte nella lingua cinese in tre modi:
per traduzione, per traslitterazione e, in qualche caso, in un misto di
entrambi. I termini tecnici, ad esempio, in genere sono tradotti
semplicemente dal
punto di vista concettuale, e vengono traslitterati solo qualche volta,
quando non esiste in Cinese un concetto simile: quest'ultimo è
il caso,
ad es., delle parole "gene" (基因) e "humor" (幽默). La traslitterazione si
applica principalmente ai nomi propri, a quelli geografici, ai marchi,
etc., e qualche volta si accompagna alla traduzione concettuale: un
esempio tipico è Cambridge (剑桥), dove "cam" è
traslitterata e "bridge"
(ponte) è tradotta. Tra tutte le traslitterazioni cinesi di nomi
propri
occidentali, Coca Cola è probabilmente la meglio riuscita:
è 可口可乐 (kĕkŏ kĕlè), che
significa "deliziosa" e "che rende una persona felice", ed è
molto
simile all'originale per la pronuncia.
13.
Quali altre grandi differenze ci sono tra il Cinese e l'Italiano?
La lingua e la scrittura cinesi sono più sintetiche e con minor
grammatica di quelle italiane. Il Cinese, ad esempio,
non prevede differenziazione del genere, cioè non distingue tra
maschile e
femminile, né tra singolare e plurale. I verbi esprimono solo
azione,
per cui non hanno tempi (passato, futuro, etc.): si usa sempre il
presente, aggiungendovi una parola che dica "tempo fa", "anticamente",
"ieri",
"domani", "in futuro", e così via (es. "egli
futuro viaggiare", "io domani negozio").
Inoltre, nella lingua cinese non esistono gli articoli, e non
c'è quasi
alcun uso di piccole particelle quali preposizioni, congiunzioni, etc.
Infine, il Cinese non ha i casi nominativo e accusativo (per cui "io" e
"me"
sono la stessa cosa), né il dativo e l'ablativo.
14.
Come si digitano sul computer i
caratteri cinesi?
Poiché i caratteri cinesi sono assai più numerosi dei
tasti di una tastiera con lettere italiane, per inserirli nel computer
in un programma di videoscrittura si usa il sistema Pinyin, cioè
si scrive con il nostro alfabeto il Pinyin di un carattere;
dopodiché si deve scegliere, tra i vari caratteri con quello
stesso suono mostrati dal programma, il carattere cercato. La figura
qui sotto mostra un esempio di inserimento di un testo in cinese: in
particolare, della parola "mu" (secondo la traslitterazione Pinyin),
per la quale esistono tante varianti nel modo di
rappresentarla, tra cui quella cercata, che in italiano vuol dire
"albero". Come si vede, per scegliere il carattere corretto, dopo
l'inserimento
del nome si seleziona il numero corrispondente. Per convenzione, si
può digitare il numero corrispondente al tono dopo ogni sillaba:
ad
esempio, "tóng" - ovvero tong col tono ascendente - si
può scrivere "tong2".
15.
Cosa occorre per visualizzare e scrivere il Cinese sul PC?
Per poter visualizzare i caratteri cinesi sul browser o nella posta
elettronica, qualora non siano già visibili, occorre agire su
Visualizza ->
Codifica carattere nel menù
del programma. Per poter invece scrivere in Cinese sul proprio PC
(senza dover installarsi un font cinese nella cartella c:\WINDOWS\Fonts
e andarsi penosamente a cercare i caratteri a mano su Word) si
può acquistare un programma di videoscrittura apposito: ad es.
NJ Star (adatto per i non esperti)
, Twinbridge (ricco di font),
Asian Gateway. Oppure, con Windows
XP, si può attivare una tastiera virtuale Pinyin-Cinese andando
su
Impostazioni ->
Pannello di Controllo ->
Opzioni internazionali e della lingua
->
Lingue e scegliendo
"Installare i file delle lingue dell'Asia orientale".
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